carnaval-nice-05Occore risalire fino all’Antichità per ritrovare gli origini della festa. Pagana all’inizio, la chiesa l’inserisce nel calendario cristiano poco prima la Quaresima.
L’etimologia usuale di Carnevale è « carne levare », allusione alla Quaresima, che incomincia l’indomani del Martedì Grasso, ultimo giorno in cui e permesso il consumo di carne.
Si tratta anchi di « carrus navalis », carro navale sul quale il dio Dioniso entrava nelle isole greche per celebrare le sue feste.
Dall’inizio emergono personaggi diversi, fantastici meravigliosi, tra i quali l’« Uomo selvaggio », simbolo della fecondità e della rinascita della natura, legame tra i viventi ed i morti. Così nasce la mascera, investita di un senso sacrato, attributo essenziale della festa di Carnevale.
Essa si ritrova in tutte le civiltà mediterranee, Egitto, Palestina, e suprattutto Grecia la cui ne conserva numerose rappresentazioni.
Anche Roma conosceva la maschera durante le Saturnali e le Lupercali. Nei mesi di dicembre e di gennaio, s’inversavano i ruoli (uomini mascherati in donne, servi in maestri…).
Nel Medioevo, la chiesa prova di trattenere gli eccessi pagani e libertini del Carnevale che conosce pure una vita feconda, sviluppandosi nelle principali città italiane, francesi, tedesche o spagnole. Oggi, il significato simbolico del Carnevale è quasi sparito, ma la festa rimane con aspetti e calendario diversi secondo i paesi.
Feste d’inverno, i Carnevali mediterranei privilegiano le grandi sfilate di carri di cartapesta, opere di artisti di talento : i « carnevalieri » (a Nizza, Viareggio, Putignano o ancora Patras, Malta o Valencia).

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